Foto - La Camera "Pioggia di Fuoco"

La Pioggia di Fuoco (Canto XIV) punisce coloro che fanno forza ne la deitade, negando e bestemmiando quella. Qui c'è una landa senza vegetazione, alla quale la selva dei suicidi fa da "ghirlanda", come ad essa lo fa il fosso del Flegetonte. Qui i poeti si fermano sull'orlo della spiaggia, simile a quella che calpestò Catone Uticense, e, dopo un'invocazione a Dio, il poeta passa a descrivere le anime punite: esse sono nude (tutti i dannati sono nudi, ma a volte Dante lo ricorda solo per sottolineare la loro miseria) e molto numerose; tutte piangono ma non tutte seguono una stessa legge. Alcune infatti giacciono supine, le più tormentate, altre son sedute, altre ancora, più numerose, corrono senza sosta. Il tutto è coronato da una continua pioggia di fuoco, fitta come la neve che cade sulle Alpi quando non c'è vento, un'immagine ripresa dalla Bibbia (Genesi XIX 24 e Libro di Ezechiele XXXVIII 22). Non esiste un contrappasso preciso: si può solo dire che come la pioggia infuocata distrusse Sodoma, così tormenta i dannati. Inoltre un fatto così innaturale come il piovere fuoco invece che acqua è consono a coloro che andarono contro le leggi naturali. Inoltre, la sabbia prende fuoco facilmente e raddoppia la pena del dannati, bruciati dall'alto e dal basso. Infine Dante è colpito dal movimento senza sosta delle mani dei dannati, che si sventolano per scansare l'"arsura fresca", un ossimoro per indicare le nuove fiammelle.



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Torre dell'Arte B&B, Pioggia di Fuoco

Foto Pioggia di Fuoco

La Pioggia di Fuoco (Canto XIV) punisce coloro che fanno forza ne la deitade, negando e bestemmiando quella. Qui c'è una landa senza vegetazione, alla quale la selva dei suicidi fa da "ghirlanda", come ad essa lo fa il fosso del Flegetonte. Qui i poeti si fermano sull'orlo della spiaggia, simile a quella che calpestò Catone Uticense, e, dopo un'invocazione a Dio, il poeta passa a descrivere le anime punite: esse sono nude (tutti i dannati sono nudi, ma a volte Dante lo ricorda solo per sottolineare la loro miseria) e molto numerose; tutte piangono ma non tutte seguono una stessa legge. Alcune infatti giacciono supine, le più tormentate, altre son sedute, altre ancora, più numerose, corrono senza sosta. Il tutto è coronato da una continua pioggia di fuoco, fitta come la neve che cade sulle Alpi quando non c'è vento, un'immagine ripresa dalla Bibbia (Genesi XIX 24 e Libro di Ezechiele XXXVIII 22). Non esiste un contrappasso preciso: si può solo dire che come la pioggia infuocata distrusse Sodoma, così tormenta i dannati. Inoltre un fatto così innaturale come il piovere fuoco invece che acqua è consono a coloro che andarono contro le leggi naturali. Inoltre, la sabbia prende fuoco facilmente e raddoppia la pena del dannati, bruciati dall'alto e dal basso. Infine Dante è colpito dal movimento senza sosta delle mani dei dannati, che si sventolano per scansare l'"arsura fresca", un ossimoro per indicare le nuove fiammelle.

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